Crescita del 500%: L’invasione della canapa sativa.

Dal Corriere della Sera

C’è chi la chiama maiale vegetale, perché della canapa, come del maiale, non si butta via nulla, dal seme al fiore, dalle foglie al gambo. Ne sanno qualcosa gli agricoltori lombardi, che, secondo i dati diffusi da Coldiretti, stanno tornando a investire in questa coltura, molto presente in Italia fino agli anni ’40 e poi abbandonata quando il boom economico ha fatto decollare le fibre sintetiche. «Gli ettari coltivati — spiega Coldiretti — negli ultimi due anni sono passati da 23 a 152, con un aumento di oltre il 500%». Una crescita che potrebbe proseguire se i produttori coglieranno le opportunità delle nuova legge approvata martedì in Senato: sul piatto fino a 700 mila euro l’anno per promuovere la filiera della cannabis sativa, la cui coltivazione è legale soltanto dal 1998. Non più vista, quindi, con sospetto perché cugina della ben più famosa cannabis indica: pur appartenendo allo stesso genere, nella canapa sativa il THC, il principio attivo, è presente in percentuale inferiore allo 0,2%.

Per ora, in Lombardia le estensioni maggiori si trovano nel Bresciano (quasi 67 ettari), a Cremona (più di 33 ettari) e Mantova (circa 22 ettari). Fino a dieci anni fa, la coltura era praticamente sparita e nel 2014 era ricomparsa soltanto a Lodi, Mantova e Pavia. Tra i pionieri c’è il mantovano Lorenzo Bottani, 39 anni, titolare dell’azienda agricola Le vie della canapa. Ha cominciato tre anni fa con un paio di ettari: «Avevo letto un articolo che parlava della canapa e sono rimasto folgorato — racconta —. Io facevo un altro lavoro, ma ho deciso di buttarmi». Con la canapa si può fare di tutto, dai tessuti ai prodotti da forno, dall’olio alla birra, fino alla fibra per i pannelli isolanti. Dopo una partenza a ostacoli l’attività ha ingranato, gli ettari sono diventati dieci e Lorenzo sta cercando nuovi terreni. È ancora in fase esperimentale, invece, la produzione dell’azienda di Vincenzo e Giorgio Cavalli, 62 e 31 anni, di San Fiorano, in provincia di Lodi: «Stiamo coltivando canapa su circa due ettari — racconta Vincenzo — per produrre olio e farina. Prima di aumentare la produzione vogliamo trovare uno sbocco commerciale ben definito». Forse potrebbe puntare sui semi, pieni di virtù. Lo conferma Gloria Capitanio, biologa nutrizionista all’Irccs San Donato: «Sono ricchi di nutrienti. Contengono amminoacidi essenziali, acidi grassi polinsaturi, vitamine, minerali e un’alta percentuale di fibra alimentare. Ideali per qualsiasi dieta equilibrata».

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