Per un’alimentazione amica dell’ambiente, più km 0 e Biologico

La situazione

Come riporta Susan Devaney su Huffingtonpost, man mano che cresce la popolazione, s’intensificano i mutamenti climatici e il degrado ambientale. La soluzione potrebbe essere quella di cambiare le nostre pratiche agronomiche. Secondo il Food Ethics Council l’agricoltura è responsabile del 30% dei gas serra — il grosso deriva dalla carne bovina (41%) e dal latte vaccino (19%). Ma non dipende solo dagli animali. Il tasso d’incremento della produzione agricola sta rallentando sollevando dubbi sul fatto che la produzione alimentare possa stare al passo con la domanda.

Cosa fare

La domanda fondamentale è: come si fa a produrre in modo sostenibile una quantità di cibo sufficiente a una popolazione che entro il 2050 potrebbe raggiungere i 9 miliardi? Secondo alcuni scienziati per allora avremo bisogno del 70-100% di cibo in più.
La risposta a quanto pare si trova nei progressi tecnologici da una parte e in una riduzione dei consumi dall’altra.

L’Agricoltura Biologica

L’impiego eccessivo dei fertilizzanti rappresenta una delle principali cause d’inquinamento dei nostri oceani. Allo stato attuale delle cose circa l’1% delle superfici coltivabili del pianeta ha ricevuto il bollino biologico, mentre il 94% dell’agricoltura europea è di tipo tradizionale.

Molti coltivatori non si sentono convinti del fatto che i tre anni necessari a riscontrare dei risultati positivi dopo aver cambiato passo sui pesticidi valgano la pena dell’investimento necessario — ma le ricerche confermano che l’agricoltura biologica crea maggiori profitti e porta con sé prodotti più sani.

Il successo nell’ambito della sostenibilità richiede stabilità. Secondo la Commissione Europea, sparse per l’Ue ci sono oggi oltre 186 mila fattorie biologiche. Un recente rapporto dal titolo ‘Organic Agriculture in the 21st Century’ conferma che questo metodo riduce l’inquinamento del suolo e delle acque, e incide sulle emissioni di gas serra — oltre ad essere energeticamente più efficiente. La Francia è il principale produttore di agricoltura biologica del’Ue, che poi è la ragione per cui hanno fissato l’obiettivo di raddoppiarla entro il 2017.

I consumatori continuano a pretendere un cambiamento. Nel 2013 nel Regno Unito la spesa etica di alimenti e bevande ha raggiungo gli 8,4 miliardi di sterline, cioè l’8,5% dell’acquisto complessivo di cibo domestico.

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