Latte e latticini Bio in aumento, il “fenomeno” Parmigiano Reggiano

Parmigiano Reggiano 36 mesi biologico. Ai vegani, non interessa.

Per loro “il biologico” è principalmente il mondo vegetale, frutta e verdura. Del resto così è anche nel più immediato pensiero di tanti onnivori che, non sempre, ragionano su cosa mangia (o dove e se pascola) la loro mucca, prima di fare il latte, che porterà sulla loro tavola burro o formaggi. Fuori dai discorsi medici che vogliono (o negano) le migliori qualità anche nutrizionali e salutistiche del latte biologico – per alcuni maggiormente ricco di vitamina E, acidi grassi omega 3, sostanze antiossidanti naturali e betacarotene; per altri maggiormente povero di zinco, iodio e selenio; per tutti, di certo maggiormente assente di pesticidi – latte e formaggi possono essere biologici qualora, a monte, le bovine siano allevate nel rispetto del disciplinare di produzione biologica. Un vademecum di zootecnia biologica che a riguardo sembrerebbe parlare non solo di alimentazione – come verrebbe immediato pensare – quant’anche di scelta della razza, ambiente di stabulazione e carico di bestiame allevabile per ettaro.

 

Secondo uno studio diffuso da Assolatte – che al suo interno ha costituito ad aprile 2014 un “Comitato di coordinamento dei prodotti biologici” – per il periodo che riguarda il 2014, appunto reso noto dal rapporto “Bio in cifre 2014”, il latte sarebbe al terzo posto nel podio dei prodotti Bio più comprati dagli italiani (per acquisti in valore). Un anno da record il 2014 per questo prodotto, che addirittura segna una percentuale di crescita a doppia cifra. Da gennaio a maggio 2014, un giro d’affari aumentato del 16,3% con una quota di mercato del 7,3%. Un andamento in crescita segnato dall’intera filiera lattiero-casearia biologica, per cui ora formaggi, yogurt, burro e latticini bio rincorrono l’ortofrutta: in totale il 15,5% della spesa bio dei consumatori italiani; nei primi 5 mesi del 2014 in crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

È così che l’Italia “stacca” sul panorama internazionale Paesi come Francia e Gran Bretagna (sotto il 10%), con una percentuale che sfiora quasi il 12% di produttori lattiero-caseari nel biologico, rispetto al totale dei produttori italiani di alimenti biologici trasformati.

 

Dal movimento di richiesta e offerta, ecco quindi anche l’aumentare dell’assortimento di latte e latticini Bio su scaffali e banchi frigo della grande distribuzione organizzata. Ma non solo. È così che il nome Bio giunge a far capolino in una delle eccellenze italiane per antonomasia, un prodotto del latte per cui tutto il mondo conosce il Belpaese: il Parmigiano Reggiano. Citando alcune aziende si farebbe torto ad altre, ma tutte sembrano concordi nel pubblicizzate il proprio Parmigiano Reggiano biologico. Tutti a citarlo come montanaro e verace, “quello di una volta”. Quasi una moda, una mania. Sarà vera gloria?

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